Dott.ssa Tenconi Chiara
Cell: 3397815543
17-07-2026
"È come se il mio corpo non fosse più casa mia." Episodio 5 di 6
Come il trauma può modificare il modo in cui percepiamo il nostro corpo e le sue sensazioni.
"Non riesco più a capire quando sono stanca." "Mi accorgo di avere fame solo quando sto male." "A volte sento ogni minimo battito del cuore. Altre volte è come se il mio corpo fosse lontano." Queste sono frasi che molte persone raccontano durante un percorso terapeutico. Spesso pensano di essere "strane", oppure di non conoscersi abbastanza. In realtà, dopo un′esperienza traumatica, può cambiare il modo in cui il cervello riceve e interpreta le informazioni provenienti dal corpo. Ogni giorno il nostro sistema nervoso raccoglie migliaia di segnali: il ritmo del cuore, il respiro, la tensione dei muscoli, la fame, la sete, la stanchezza, il calore, il dolore. Nella maggior parte delle persone queste informazioni vengono integrate automaticamente, permettendoci di percepire il corpo come un luogo familiare e sicuro. Quando il trauma interrompe questo equilibrio, possono comparire due modalità opposte. Alcune persone iniziano a percepire ogni minima sensazione corporea come un possibile segnale di pericolo. Un battito più forte, una leggera tensione muscolare o un capogiro diventano motivo di allarme. Altre, invece, sembrano perdere il contatto con il proprio corpo. Faticano a riconoscere la fame, la stanchezza, il bisogno di riposare o persino le proprie emozioni. Sono due modalità molto diverse, ma hanno un′origine comune: il sistema nervoso sta cercando di proteggere la persona utilizzando strategie che, in passato, hanno avuto una funzione adattiva. Per questo motivo il lavoro terapeutico non consiste nel "combattere il corpo". L′obiettivo è ricostruire gradualmente un dialogo tra il cervello e il corpo, affinché le sensazioni tornino a essere informazioni utili e non fonte di paura o di distanza. L′approccio EMDR favorisce proprio questo processo di integrazione. Non cambia il ricordo di ciò che è accaduto, aiuta la persona a ritrovare un senso di continuità con il proprio corpo, permettendo al sistema nervoso di tornare ad abitare il presente. Una riflessione: Prendersi cura del proprio corpo non significa ascoltarlo solo quando urla. Significa imparare, poco alla volta, a riconoscere anche i suoi sussurri, ed è spesso da quei piccoli segnali che inizia il percorso verso un nuovo equilibrio. Lo sapevi? Il nostro cervello possiede aree specializzate nell′integrare le informazioni provenienti dall′interno del corpo. Questa capacità si chiama interocezione e ci permette di percepire fame, sete, respiro, battito cardiaco, tensione muscolare ed emozioni. Dopo un trauma questa funzione può diventare eccessivamente sensibile oppure ridursi, rendendo difficile interpretare correttamente i segnali corporei.