"Quando mi dicono di respirare mi innervosisco ancora di più." È una frase che ascolto spesso. Chi vive stati d′ansia, panico o le conseguenze di un trauma si sente spesso dire: "Respira profondamente." È un consiglio dato con le migliori intenzioni. Eppure, per alcune persone, in quel momento, non solo non funziona ma può aumentare la sensazione di frustrazione. Per capire il motivo dobbiamo cambiare prospettiva. La respirazione non serve soltanto a portare ossigeno ai polmoni, è uno dei principali strumenti attraverso cui il cervello e il corpo comunicano continuamente. Ogni inspirazione aumenta leggermente il livello di attivazione del sistema nervoso. Ogni espirazione, invece, invia un messaggio diverso: "puoi rallentare. In questo momento sei al sicuro." Per questo motivo non è tanto importante respirare tanto, ma respirare in modo regolare e, soprattutto, lasciare che l′espirazione diventi leggermente più lunga dell′inspirazione. Quando il sistema nervoso è molto attivato, però, chiedere semplicemente di "fare un respiro profondo" può risultare impossibile. È come chiedere a qualcuno che sta correndo una maratona di fermarsi di colpo. Il corpo ha bisogno di essere accompagnato gradualmente. Nel lavoro terapeutico non utilizziamo la respirazione per "spegnere" le emozioni. La utilizziamo per aiutare il sistema nervoso a ritrovare quella flessibilità che il trauma, spesso, ha temporaneamente compromesso. Respirare, allora, non diventa un esercizio. Diventa un messaggio. Un modo attraverso cui il corpo può iniziare, poco alla volta, a riscoprire la sicurezza. Una riflessione Molte persone pensano di respirare male perché sono ansiose. In realtà, a volte, è vero anche il contrario. Quando impariamo ad ascoltare il ritmo del respiro senza forzarlo, offriamo al sistema nervoso una possibilità in più per ritrovare equilibrio. Lo sapevi? Durante l′inspirazione la frequenza cardiaca aumenta leggermente, mentre durante l′espirazione tende naturalmente a rallentare. Questo fenomeno, chiamato aritmia sinusale respiratoria, è uno dei modi con cui il sistema nervoso regola continuamente il nostro stato di attivazione. Non è un′anomalia: è un segno di un organismo capace di adattarsi.