Dott.ssa Tenconi Chiara
Cell: 3397815543
05-06-2026
Quando il corpo ricorda ciò che la mente cerca di dimenticare
Perché alcune reazioni sembrano comparire dal nulla, anche quando sappiamo di essere al sicuro
"So che non c′è alcun pericolo, ma il mio corpo reagisce come se ci fosse." È una frase che molte persone pronunciano durante un percorso terapeutico. Il cuore accelera, il respiro si fa più corto, compare una tensione improvvisa nello stomaco o nelle spalle. Talvolta emerge un senso di allarme difficile da spiegare. Altre volte si manifesta una sensazione opposta: ci si sente rallentati, distanti, come se le emozioni fossero improvvisamente spente. Quando ciò accade, molte persone pensano che il proprio corpo stia esagerando o funzionando male. In realtà, spesso il corpo sta facendo esattamente ciò che ha imparato a fare: proteggere. Le esperienze traumatiche non vengono archiviate solamente come ricordi narrativi. Possono lasciare tracce nelle emozioni, nelle sensazioni corporee e nei sistemi automatici di difesa. Per questo motivo, anche quando la minaccia appartiene al passato, il sistema nervoso può continuare a reagire come se fosse ancora presente. Pensiamo a una persona che entra in un luogo affollato e avverte improvvisamente tachicardia e bisogno di uscire. Oppure a chi, durante una discussione, si sente improvvisamente svuotato di energie e incapace di reagire. In entrambi i casi il corpo sta mettendo in atto strategie che, in passato, hanno avuto una funzione protettiva. Il problema non è che il corpo ricorda. Il problema nasce quando il corpo continua a portare da solo il peso di esperienze che non sono ancora state completamente integrate. L′approccio EMDR aiuta la persona a riconoscere queste connessioni tra passato e presente, favorendo una maggiore integrazione delle esperienze traumatiche. Quando ciò avviene, il sistema nervoso può gradualmente aggiornare le proprie risposte e distinguere ciò che appartiene al passato da ciò che accade nel qui e ora. Il corpo non è il nemico. Spesso è il primo alleato che ci segnala che qualcosa dentro di noi chiede ancora di essere ascoltato.